Domicilio digitale

Per portare a termine il processo di digitalizzazione nei rapporti tra le PA, le imprese ed i professionisti, l’art. 37 del D.L. 76/2020 (Decreto Semplificazioni), convertito in L. 120/2020, prevede l'obbligo per tutte le imprese di comunicare telematicamente al registro imprese il proprio domicilio digitale (già PEC), entro il 1° ottobre 2020.

L'espressione "domicilio digitale" (previsto dalla normativa europea) prende il posto della PEC, già resa obbligatoria per le società dal D.L. 185/2008 (convertito in legge 2/2009) e per le imprese individuali - attive  e non sottoposte a procedura concorsuale - dal D.L. 179/2012 (convertito in legge 221/2012).

Per domicilio digitale si intende, in Italia, la PEC, in quanto non esistono al momento altri strumenti analoghi.

Le comunicazioni per l'iscrizione e la variazione al Registro delle imprese del domicilio digitale sono esenti da diritti di segreteria e imposta di bollo.

Nessuna comunicazione è dovuta da parte delle imprese che hanno già iscritto un indirizzo PEC valido, attivo e nella loro disponibilità esclusiva (univoco).

 

I soggetti iscritti soltanto nel repertorio economico-amministrativo - r.e.a. (ad esempio le associazioni che svolgono attività economica non occasionale), le persone fisiche titolari di partita i.v.a. non iscritte al registro imprese ed i "professionisti" non iscritti in albi e analoghi costituiti con leggi dello Stato non sono tenuti ad iscrivere un indirizzo PEC.

 

Come verificare l’iscrizione del proprio domicilio digitale al Registro delle imprese: 
 
  • aprire sito www.inipec.gov.it e cliccare sul riquadro "Cerca indirizzo PEC"
  • cliccare sulla voce "imprese" e inserire il codice fiscale dell'impresa nell'apposito campo, quindi cliccare nel riquadro accanto alla dicitura "non sono un robot", e successivamente cliccare su "cerca PEC impresa"
  • se l'impresa compare, significa che ha la PEC iscritta al Registro imprese
  • copiare l'indirizzo PEC e ripetere l'operazione come per il codice fiscale: se compaiono nell'elenco altre imprese rispetto a quella cercata, significa che la PEC non è univoca, e quindi deve essere variata

Se a questo punto la PEC risulta corretta (iscritta sull'impresa e univoca), si consiglia di inviare da altro indirizzo PEC un messaggio di prova, e verificare il ricevimento della ricevuta di avvenuta consegna, avendo così la conferma che la PEC è attiva. 

 

Come presentare la pratica di comunicazione dell’indirizzo PEC al Registro delle imprese:

Dopo avere richiesto a un gestore autorizzato il domicilio digitale (PEC), occorre comunicarlo al Registro delle imprese, con le seguenti possibili alternative: 

 

 

Sanzioni:
La mancata comunicazione comporterà l'assegnazione d'ufficio di un domicilio digitale e l'irrogazione di una sanzione amministrativa come prevista dall'art. 2630 del codice civile, in misura raddoppiata, per le società (cioè da 206,00 a 2.064,00 euro), e come indicata dall’art. 2194 del codice civile, in misura triplicata, per le imprese individuali (cioè da 30,00 a 1.548,00 euro).

 
 
 
 
 

 

 

 

 

 

 

Registro imprese

Mail: 
registro.imprese@cn.camcom.it
Note: 

Orari per le chiamate telefoniche

☎️ dal lunedì al giovedì: 14:30 - 16:30

☎️ venerdì: 10:00 - 12:00

Telefono: 
0171 318.780-760-815-729
Valutazione: 
0
No votes yet
Ultima modifica: 30/09/2020 - 09:09

    
 
Sponsor della Cciaa di Cuneo:   

 

  • casella di posta elettronica certificata: protocollo@cn.legalmail.camcom.it
  • codice fiscale: 80000110041
  • partita IVA: 00761550045